Il Patto tra le religioni

Pubblichiamo integralmente il testo del Patto tra le religioni che sono in Italia firmato il 25 giugno 2026 presso l’Ara Pacis, a Roma, e consegnato nel pomeriggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

LA VIA ITALIANA DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO. LE RELIGIONI NELLO SPAZIO PUBBLICO E PER LA COESIONE SOCIALE.

PATTO

Preambolo

Siamo i responsabili delle confessioni e tradizioni religiose che abitano in Italia, che partecipano al Tavolo interreligioso nazionale. Abbiamo deciso di stendere questo Patto per dare continuità e prospettiva al nostro lavoro insieme e per dare ufficialità a questa esperienza di dialogo. Il documento vuole essere rispettoso nelle parole, responsabilizzante nei contenuti, pragmatico e coraggioso nella sua concretezza e nella sua visione. Riconosciamo che ogni tradizione religiosa porta con sé valori, radici, esperienze, pratiche, comportamenti e una ricerca del Sacro nei quali si dà spazio alla centralità di Dio, ai messaggi profetici, ai testi sacri, all’esperienza della Trascendenza e alle diverse forme di senso ultimo dell’esistenza; il loro ascolto può contribuire a sviluppare un clima di rispetto e di reciproca comprensione e a creare occasioni di incontro e collaborazione. Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana. Per quanto premesso, ci impegniamo a garantire la nostra presenza al Tavolo: l’opzione per il dialogo è una scelta da percorrere con determinazione anche quando le posizioni divergono e quando le pressioni interne o esterne alimentano fratture e dissidi tra noi e potrebbero dividerci. Nella circostanza in cui lo sviluppo del dialogo dovesse apparire difficile da mantenere, ci si impegna comunque a che i valori fondamentali condivisi nel Patto vengano preservati. Tale impegno intende superare i confini del Tavolo e trovare libera espressione all’interno di ogni Comunità, accogliendo le diversità. Per agire insieme e promuovere il Bene comune, siamo consapevoli di voler assumere una responsabilità reciproca nel costruire un sodalizio di religioni che promuova la coesione sociale, la dignità della vita e il senso di Comunità, rafforzando il rapporto tra le realtà religiose e tutte le istituzioni nello spazio pubblico.

L’impegno

Ci impegniamo quindi a: A. Incontrarci, nel rispetto e nell’ascolto reciproco, in uno spazio in cui la libertà di parola si coniuga con la chiarezza, la sincerità e l’onestà delle intenzioni, dei pensieri, dei sentimenti e delle posizioni di tutte le persone coinvolte, escludendo ogni altro fine; B. Educare le nostre Comunità al dialogo: non solo informare bensì proporre e sostenere la conoscenza reciproca attraverso occasioni di formazione, incontro ed esperienze di condivisione accessibili a tutte e tutti, nel rispetto della diversa sensibilità di ciascuna Comunità; C. Collaborare per il Bene comune: al di là delle differenze e specificità, condividiamo valori etici e morali fondamentali – come ad esempio Pace, giustizia, carità, dignità, compassione, solidarietà, cura della vita e dell’ambiente, educazione, inclusione, libertà religiosa – che rendono possibili azioni congiunte per affrontare le sfide sociali, ambientali e umanitarie senza lasciare indietro nessuna e nessuno; D. Impegnarci, all’interno delle nostre Comunità di fede, a coltivare il dialogo e la collaborazione interreligiosa per affrontare e superare le difficoltà che ne ostacolano il perseguimento, operando insieme affinché la violenza non abbia mai l’ultima parola; E. Condividere un linguaggio comune delle culture e religioni del Mediterraneo e dell’ampio orizzonte di tutte le altre tradizioni presenti, che costituiscono un patrimonio per l’Italia da porre in risalto nel contesto europeo; F. Contrastare ogni forma di pregiudizio, oppressione, discriminazione ed estremismo: prendere posizioni nette e chiare, sia all’interno delle nostre Comunità di fede che all’esterno, contro l’odio e le persecuzioni per motivi religiosi, come ad esempio l’antisemitismo, l’islamofobia e ogni altra forma. Allo stesso modo, promuovere narrazioni autentiche, responsabili e rispettose, impegnandosi a vigilare sull’uso del nostro linguaggio anche all’interno del Tavolo stesso; G. Promuovere una cultura della Pace fondata sulla giustizia, sulla compassione e sull’interdipendenza tra i popoli, riconoscendo che la famiglia umana è una sola. L’impegno per la Pace significa anche disponibilità a ricercare la verità attraverso la conoscenza della storia, un approccio attento e sensibile alle diverse tipologie di conflitti nel mondo, l’attenzione ad individuare informazioni false e tendenziose; H. Impegnarci per la salvaguardia della vita sul Pianeta, sostenendo con determinazione ogni sforzo volto al disarmo nucleare e al contrasto del cambiamento climatico, nella consapevolezza che la Pace e la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi sono responsabilità comuni e imprescindibili; I. Promuovere la pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società [“Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4, co. 2, Cost.) e cfr. art. 17 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) e Libro Bianco sul Dialogo Interculturale del Consiglio d’Europa (2008)].

Le azioni

Nel percorso fatto insieme sono emersi alcuni nuclei tematici-prospettici sui quali è presente una convergenza e una certa urgenza per quanto riguarda un impegno condiviso presente e futuro. Siamo ora chiamati a decidere sulle modalità concrete delle nostre azioni, individuando le pratiche e dimostrando il valore della collaborazione interreligiosa. Quali possibili azioni: I. Istituire una giornata nazionale sul dialogo interreligioso: convergenza di iniziative aperte alla cittadinanza quali testimonianze del nostro dialogo e impegno comune; II. Promuovere progetti condivisi di conoscenza delle nostre tradizioni e di educazione alla Pace e alla cittadinanza, contrastare il clima d’odio tra persone di etnie e religioni diverse; III. Educare e promuovere il rispetto dei segni e dei simboli religiosi nello spazio pubblico; IV. Promuovere occasioni di incontro e dialogo tra giovani delle diverse fedi e tradizioni, nel rispetto delle sensibilità e delle pratiche religiose di ciascuna Comunità; V. Valorizzare il ruolo delle donne all’interno delle confessioni e tradizioni religiose; VI. Promuovere iniziative di solidarietà e carità che alimentino una coscienza di dialogo interreligioso; VII. Implementare attività in cui si esplorano le diverse espressioni artistiche e culturali delle varie tradizioni religiose per farne conoscere la ricchezza; VIII. Creare reti locali e nazionali per affrontare insieme le sfide del nostro tempo: Pace, accoglienza, migrazioni, ecologia, giustizia sociale e cura della fragilità; IX. Istituire un Fondo interreligioso comune per sostenere iniziative e progetti di utilità sociale tramite un comitato nominato dal Tavolo. Coloro che aderiscono al Patto si impegnano ad agire con coerenza, per quanto intrapreso e proposto in contesti esterni al Tavolo, con prese di posizione ed iniziative che collimino con lo spirito delle iniziative menzionate e al fine di preservare sincerità di intenti.

ARA PACIS, Roma – 25 giugno 2026

Giuseppe Momigliano Assemblea dei Rabbini d’Italia 

Cristin Cappelletti Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia 

Naim Nasrollah Centro Islamico Culturale d’Italia 

Abu Bakr Moretta Comunità Religiosa Islamica Italiana 

Mustapha Hajraoui Confederazione Islamica Italiana 

Matteo Maria Zuppi Conferenza Episcopale Italiana 

Daniele Garrone Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia 

Alberto Aprea Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai 

Cenap Mustafà Aydin Istituto Tevere 

Polykarpos Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia 

Singh Jagjit Sikhi Sewa Society 

Filippo Scianna Unione Buddhista Italiana 

Livia Ottolenghi Unione delle Comunità Ebraiche Italiane 

Yassine Baradai Unione delle Comunità Islamiche d’Italia 

Franco Jayendranatha Di Maria Unione Induista Italiana Sanatana Dharma Samgha

Incontri per attraversare i confini

Il dialogo necessita capacità intellettuale ma anche doti di cuore. Il primo atteggiamento richiesto è una sana curiosità, cioè un serio desiderio di sapere e capire. Questo presuppone un’attitudine di apertura, di ricettività, di umana simpatia verso l’altro. Più aumenta l’empatia poi, cioè la capacità di vedere le cose dal punto di vista altrui, più il dialogo è proficuo.
Durante i pellegrinaggi offriamo opportunità di incontro, conoscenza e dialogo con persone appartenenti ad altre fedi religiose, andandole a visitare nel loro ambiente e condividendo usi e costumi della loro cultura.
In Italia organizziamo eventi di vario tipo, finalizzati ad aprire finestre sul meticciato mediorientale e a esercitare il dialogo nella concretezza quotidiana.


La vita spirituale nei Padri siriaci di Sabino Chialà

1. Introduzione

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2. AFRAATE IL PERSIANO: il primato della Scrittura

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3. EFREM IL SIRO: teologia poetica

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4. GIACOMO DI SARUG: il mistero di Cristo

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5. LIBER GRADUUM: la comunità del vangelo

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6. MARTYRIOS SAHDONA: la via dell’ascesi

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7. GIOVANNI DI DALYATA: verso l’interiorità

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8. ISACCO DI NINIVE: la compassione

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9. SINTESI CONCLUSIVA

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Conoscersi abbatte i muri
di Sr. Mariachiara Piccinini della Piccola Fraternità di Nazareth, Bologna

Da ottobre a gennaio nella nostra comunità monastica a Bologna abbiamo ospitato per uno stage dell’Erasmus una ragazza turca musulmana di 24 anni, studentessa di giurisprudenza.
L’ospitalità è parte essenziale della nostra vita di comunità, ma non immaginavamo che sarebbe stata un’esperienza così forte e ricca!
Non è stato difficile accogliere una donna tanto amabile, rispettosa, autonoma e… aperta: siamo stati spiazzati da come sia stato profondo il nostro incontrarci e il rispetto nella dimensione della fede!
La prima cosa che ci ha stupiti è che per lei e la sua famiglia la priorità, per la quale avevano pregato, fosse stata trovare a Bologna un ambiente dove ci fosse «timor di Dio».
Per lei essere tra cristiani è stato, da subito e con facilità, occasione propizia per conoscere direttamente un mondo e una cultura diverse dalla sua tradizione e dalla sua storia. Con coraggio e curiosità, ha voluto partecipare ad alcuni momenti della nostra preghiera, soprattutto alla Messa domenicale, rimanendo stupita di quanti valori condividiamo nella fede e anche dalla gioia con cui le persone celebrano la loro fede ritrovandosi nelle chiese e dalla bellezza di farlo tutti insieme: uomini e donne, grandi e piccoli… «Ora so che Dio è nelle chiese, oltre che nelle moschee!» - ci ha detto.
Lei stessa fa parte di un movimento in cui si ritiene importante che anche le donne partecipino liberamente alla preghiera nelle moschee, anche se non ne sono obbligate.
È una donna molto credente e forte nella sua appartenenza religiosa, coltivando la preghiera quotidiana, con la fiducia di vederne tracce in ogni minuto della vita. Ha sentito molto vicina l’esperienza della vita comune dei monaci, che più volte al giorno si ritrovano insieme per pregare e cercare Dio nella vita concreta.
Nel periodo di Natale è stata raggiunta da una sua cara amica e così sono diventate due le donne musulmane presenti: entrambe molto femminili e calde, con una bellissima complicità e amicizia. Ancora più intenso è stato lo scambio su questioni «di peso»: rapporto stato-chiesa, il senso delle rappresentazioni artistiche e il significato che hanno per noi, cosa dice la Bibbia o il Corano su vari aspetti della vita e della preghiera… oltre ovviamente agli scambi culinari! Il tutto accelerato dalla vivacità intellettuale e dalla curiosità profonda della nuova amica.
Ci siamo dette che in tempi in cui il mondo (dei maschi!) urla sempre più forte, strumentalizzando anche la religione, per affermare le proprie logiche di violenza e di potere, noi abbiamo sperimentato, dal basso e con tanta consolazione, la ricchezza di una condivisione rispettosa e stimolante di due approcci a Dio e alla vita. Ci siamo ritrovati nel profondissimo anelito alla Bellezza di Dio, al Suo Amore e all’amore per gli uomini e per il creato.
Ancora una volta i giovani ci hanno fatto sentire tutti più forti e molto più speranzosi verso il futuro: è ancora possibile un mondo abitato da benevolenza, rispetto e impegno, dove ci si incontra, ci si conosce e si cresce insieme.

A cavalcioni 
tra mondi 
differenti

«Il discorso della montagna 
del dialogo intrareligioso»
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Partì la goccia
dalla patria, e tornò
trovò la conchiglia
e divenne una perla.
O uomo! Viaggia
da te stesso in te stesso,
ché da simile viaggio
la terra diventa purissimo oro.
(Rûmî)

"Da Mar Musa alla Turchia, con i profughi cristiani dell'Iraq"
con Anna Pozzi, padre Jihad Youssef.

Podcast Radio 3 di sabato 19 gennaio 2019